Endre Rozsda, il surrealismo senza confini.

Pittore dal grande temperamento, Endre Rozsda vive in prima persona gli anni dell’oscurantismo comunista che lo portano, lui ungherese, a scegliere nel 1957 definitivamente la via dell’esilio in Francia, sua patria artistica: dal 1939 al 1943 aveva infatti trascorso un fiorente periodo nella capitale culturale d’Europa, Parigi, dove aveva avuto modo di frequentare i protagonisti dell’arte come Pablo Picasso, Max Ernst, Arpad Szenes, Vieira de Silva, Hajdu,e Alberto Giacometti, e aveva stretto l’imperitura amicizia con la compagna di Picasso, Francoise Gilot.
Capace di rappresentare la meraviglia della vita sulla tela, Rozsda ha fatto del colore l’elemento dominante della propria espressività. I suoi quadri appaiono in “Il surrealismo e la Pittura” , di Andrè Breton, che vide chiaramente rappresentato nelle opere di Rozsda il travaglio interiore del conflitto provocato dai diritti violati e dall’eterna ricerca di una via di fuga per riuscire a far rinascere lo spirito della libertà repressa. E di lui il padre del surrealismo scrive: “ Nelle sue opere c’e’ l’esempio massimo di ciò che era necessario tener nascosto se si voleva sopravvivere e degli impulsi interiori che venivano strappati via dalla coercizione più vile”. L’ammirazione di Breton viene ulteriormente rafforzata quando, nel 1991, proprio un quadro di Rozsda verrà selezionato per l’esposizione “La bellezza convulsiva” al Centre George Pompidou consacrata allo stesso Breton.
“L’olio in festa” è il titolo della mostra retrospettiva che l’Accademia d’Ungheria dedica dal 23 febbraio al 13 marzo 2004 a Endre Rozsda, autore che ha speso la propria vita alla ricerca di un modello puramente interiore che fosse espressione dei grandi temi che caratterizzano l’esistenza. Nelle sue opere l’amore e la disperazione, la vita e la morte, il giorno e la notte riescono a trascendere in una nuova realtà iconica la cui nuova dimensione è rappresentata dalla “meraviglia” suscitata nello spettatore.
Scrive di lui, Edouard Jauger : “Nell’arco Boreale di una visione sintetica rivolta all’interno, e se vogliamo, caleidoscopica, la pittura di Rozsda è a tutt’oggi la freccia più efficace che si possa scoccare per colpire il sogno al cuore e far sì che la sua verità profonda si scinda in quelle molteplici sfaccettature che seducono noi tutti, fino a inondare letteralmente ogni spazio”.

Per informazioni: ufficio stampa Amelia Vescovi (339 3151147, amvesco@tin.it)

Endre Rozsda
“L’olio in festa”
23 febbraio – 13 marzo 2004
Accademia d’Ungheria in Roma
Palazzo Falconieri- via Giulia 1, Roma
Tel. 06.6889671
Orario: dal Lunedì al Venerdì 10-13 16-19.30
Sabato 16.30 – 19.30
Ingresso Libero

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